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LA NOIA DELLE FORMICHE

ants Chi di voi non ha mai provato la noia delle formiche, che si intrufolano in tenda e in cucina in cerca di cibo? Ebbene, esiste una soluzione semplice ed economica per fermarne l’invasione, oltre naturalmente a sigillare gli spifferi e tenere il cibo al riparo. Le nostre formiche odiano il caffè esausto ed il bicarbonato di sodio, basterà creare una barriera chimica nei punti di entrata usando una, o entrambe queste sostanze. Trovo che il bicarbonato di sodio sia leggermente più efficace, ma se non lo avete in casa potete sempre tenere da parte i fondi del caffè per questa evenienza.

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eco-informatica

Ecologia significa anche riutilizzare, e questo vale anche in campo informatico, andate su http://www.xpocalypse.org/:

Dopo l’8 aprile 2014, l’assistenza tecnica per Windows XP, inclusi gli aggiornamenti automatici che ti consentono di proteggere il PC, non sarà più disponibile. È molto pericoloso continuare a usare Windows XP, il tuo computer è più vulnerabile ai rischi per la sicurezza e ai virus.  Il tuo PC, anche con qualche anno sulle spalle, va ancora bene, e cambiarlo significherebbe spendere soldi e aumentare i rifiuti in discarica. Cogli l’occasione per installare il Sistema semplice, sicuro, legale e libero, che ti consente di fare tutto quello che vuoi, senza vincoli.

 

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BIORADAR

Vi lascio un link ad un bellissimo sito di ecologia:

75 soluzioni facili e geniali per semplificarsi la vita!

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INSETTI, NOSTRI AMICI

Lucciole per Lanterne

Lucciole per Lanterne (Photo credit: MarianOne)

Ci lamentiamo che in primavera non troviamo più farfalle e non vediamo più lucciole nelle calde notti estive…ma è chiaro…no letame, no party! Qualcosa possiamo ancora fare però. In autunno prendete un tronco di legno, fate dei fori col trapano, e buttatelo in un luogo ombroso giardino. Avete appena creato un habitat ideale per le farfalle che rivedrete in primavera. Oppure create la vostra casetta per gli insetti, guardate questo bellissimo sito:

Casetta per Insetti

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“LA RIVOLUZIONE DEL FILO DI PAGLIA” di Masanobu Fukuoka

English: Masanobu Fukuoka throwing the first s...

English: Masanobu Fukuoka throwing the first seedball at the workshop at Navdanya in October, 2002 (Photo credit: Wikipedia)

“La rivoluzione del filo di paglia” è un saggio ecologico sull’agricoltura naturale scritto dal microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka, il quale ha ormai organizzato il proprio lavoro in una trilogia costituita dai seguenti saggi:

  • la rivoluzione di Dio
  • la filosofia del mu
  • la va dell’agricoltura naturale

Ne “La rivoluzione del filo di paglia” l’autore racconta la propria esperienza personale: dopo aver abbandonato il lavoro di ricercatore aiuta il padre nel campo e nel frutteto di famiglia, finchè decide di abbandonare l’agricoltura tradizionale e moderna ed inizia a sperimentare nuove tecniche agricole. Le sue azioni sono ispirate dal mu, concetto giapponese che si potrebbe tradurre con “nulla”: cerca cioè di assecondare l’equilibrio intrinseco della natura per maturare risultati con il minimo sforzo. Un giorno, passando in un campo di riso abbandonato, scorge delle vigorose piantine di riso crescere tra le erbacce. Traendo ispirazione da questa esperienza, tentativo dopo tentativo, genera un’agricoltura basata su quattro pilastri:

  • nessuna lavorazione
  • nessun concime
  • nessun diserbo
  • nessuna dipendenza da prodotti chimici

Queste affermazioni possono sembrare il sogno di un idealista, ma quando l’autore termina il saggio, nel 1980, sono già 40 anni che l’autore si dedica all’agricoltura, e 25 anni che ottiene risultati sorprendenti. E’ riuscito a dimostrare in pratica che il suo metodo, che chiama agricoltura naturale, raggiunge la produttività dell’agricoltura tradizionale (del passato) e moderna (che impiega largamente la tecnologia recente). Cosa spinge dunque a preferire il suo metodo agli altri due? Esistono due motivi principalmente.                             Il primo è che il suo metodo è basato sul mu, e quindi necessita di minore tempo e minore energia degli altri due.                                                                                                                       Il secondo è che, mentre l’agricoltura moderna non è sostenibile (è noto a tutti, ormai, che l’utilizzo di fertilizzanti chimici nel lungo termine abbatte la fertilità del terreno perchè ne distrugge gli equilibri microbiologici), e quella tradizionale sostanzialmente mantiene la fertilità del terreno grazie al compostaggio e alla concimazione, l’agricoltura naturale aumenta di anno in anno, di centimetro in centimetro, la fertilità del terreno.

Vi chiederete come è possibile tutto questo, in particolare, come è possibile seminare senza arare ed aumentare la fertilità del terreno senza fertilizzanti. Sembra di ritornare alle bucoliche di Virgilio, in cui il poeta romano sogna un tempo d’oro in cui l’uomo non deve più violentare la natura con l’aratura.                                                                                    Masanobu semina poco prima della raccolta, e dopo aver raccolto, regola le erbacce, ma senza eliminarle completamente. Quando la coltura guadagna un certo vantaggio sulle erbacce, lascia crescere queste liberamente. In questo modo, le erbacce formano un substrato, che protegge microbiologicamente il terreno, e ne mantiene la fertilità, senza tuttavia ostacolare la coltura. Un po’ come le rotazioni medioevali che tutti ricordano di aver studiato a scuola, ma attraverso un ciclo più simile a quello naturale.

L’autore infine discute sugli stretti legami intercorrenti tra l’agricoltura e la dieta, l’uomo, la società, il mercato, la religione et cetera, mostrando come tutti questi aspetti siano interconnessi, ed anzi, un’unica realtà, da valutare globalmente quando si tratta di prendere una decisione verso una direzione piuttosto che un altra.

“La rivoluzione del filo di paglia” è veramente un saggio particolare, che tratta un argomento forse noto a molte persone, ma con una prospettiva insolita, di chi è uscito dalla biblioteca e si è sporcato le mani con i problemi concreti, di chi non vuole convincere di un’idea, ma condividere invece i propri progressi verso un futuro migliore. Per citare l’autore:

“Penso di non essere diverso da voi, ma ho trovato una piccola differenza tra voi e me. La piccola differenza è che voi volete imparare, io sono venuto per vuotarmi la testa di quello che ho imparato in Giappone, cioè nessuna preoccupazione mi segue. Siccome voi non capite il giapponese e io non capisco l’italiano è come se parlassimo nel vuoto. E’ ottimo, perchè tutto ciò che sta nel vuoto non pesa su di noi. Sono felice di sentre la gentilezza che si respira qui fra di voi. C’è un’antica canzone giapponese che dice ‘Stiamo bene perchè la luna è tonda’, così è per noi”

Masanobu Fukuoka

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USARE ENTRAMBE LE FACCIATE DEI FOGLI

faldone_carta_da_riusareSpesso usiamo i fogli di carta da una sola parte. Capita quando dobbiamo stampare un documento ed abbiamo fretta, oppure quando scriviamo sui fogli a buchi e facciamo uno sbaglio ad inizio pagina. Un modo furbo per riutilizzare almeno il retro di questi fogli è bucarli, inserirli in un faldone, ed usarli come block notes.

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FOTOVOLTAICO

Sun Pillar

Sun Pillar (Photo credit: tomhe)

Vi lascio alcuni link sulle ultime tecnologie del fotovoltaico:

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