COMPOST

Il compost è una tecnica per produrre terra più o meno fertile partendo da rifiuti organici di origine vegetale, della cucina oppure del giardino. Usando alcuni accorgimenti, il compost non genera cattivi odori e non attira fastidiosi insetti. Una famiglia media, con un piccolo giardino a disposizione, grazie al compost è in grado di produrre 8 secchi di terra fertile all’anno, riducendo drasticamente il rifiuto umido da smaltire.

Ecco alcune indicazioni per chi volesse iniziare il compost:

1) CREARE LO SPAZIO

Il miglior luogo per il compost è ai piedi degli alberi di latifoglie, dove le condizioni di luce, temperatura e umidità sono ideali. Se ciò non fosse possibile, l’alternativa è costruire un piccolo recinto unendo le estremità di una rete metallica elettrosaldata con del filo di ferro,  fissandolo poi a terra con dei paletti di legno. Tenendo conto della velocità di accumulo dei rifiuti di una famiglia media e della velocità di decomposizione, il diametro del recinto dovrebbe essere compreso tra gli 80cm e i 120cm. Per ottimizzare i processi di decomposizione, il recinto deve essere posto in mezz’ombra, e in un posto facilmente accessibile, visto che dovrete usarlo anche in inverno.

2) RIFIUTI

Come ho già detto, il compost si alimenta dei rifiuti organici di origine vegetale della cucina e del giardino. Potete dunque gettarvi l’umido di origine vegetale della cucina, l’erba tagliata, le foglie cadute e le potature fini del giardino. Più grande è il rifiuto, più tempo impiega a decomporsi, dunque se pensate di gettare nel compost anche le potature, è meglio passarle prima nel tritatutto. L’unica cosa a cui dovete prestare attenzione è il rapporto Carbonio/Azoto dei rifiuti, che per ottimizzare i processi di decomposizione e rendere più fertile la terra prodotta dovrebbe essere di 25/1. Per dare delle indicazioni generali, l’umido della cucina ha un rapporto Carbonio/Azoto molto basso, mentre i rifiuti del giardino hanno praticamente solo un forte contenuto in Carbonio. Equilibrando le due fonti di rifiuti, è possibile ottenere il rapporto Carbonio/Azoto ottimale. Il primo ingresso di rifiuti deve essere piuttosto consistente, altrimenti non inizieranno le reazioni chimiche tipiche del compost. Potete iniziare, per esempio, gettando un sacco di erba appena tagliata e l’umido della cucina di due giorni, mescolandoli alla fine con un bastone.

3) DECOMPOSIZIONE

La decomposizione è un processo sia chimico che meccanico. I rifiuti, dopo l’introduzione, vengono attaccati da microganismi decompositori aerobici normalmente presenti in natura, che si concentrano nel compost. Proprio per questo, mantenendo il compost nello stesso punto, la decomposizione diventa più veloce. Minori sono le dimensioni dei rifiuti, maggiore è la loro superficie esterna, e dunque più potente è l’attacco batterico e veloce la decomposizione. Alla decomposizione chimica segue la decomposizione fisica, condotta soprattutto da lombrichi,  insetti, e larve di insetti, che muovendosi nel compost alla ricerca di cibo, rendono fini i rifiuti.

4) ACCORGIMENTI

Per evitare i cattivi odori bisogna garantire una certa areazione del compost, rimestando o sollevando settimanalmente i rifiuti con una forca o un bastone. In questo modo, non si innescheranno le reazione anaerobiche che generano i cattivi odori.                                      Per evitare la presenza di fastidiosi insetti volanti, una soluzione può essere quella di coprire la superficie superiore con carta di giornale -non rivista!-.                                            La superficie del compost deve essere sempre umida al tatto, mai bagnata, per ottimizzare i processi di decomposizione. Per evitare che il compost si inzuppi troppo sotto la pioggia, si può “modellare” la superficie superiore secondo un profilo conico, per far sì che l’acqua piovana scorra via. In estate invece, si può appiattire la superficie, per far sì che i rifiuti assorbano meglio l’acqua piovana, e se non bastasse, si può bagnare con un innaffiatoio.

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