ECOLOGIA E SOMMATORIA

Il rapporto tra Stato e cittadino è molto complesso. Il cittadino ripone fiducia nello Stato, e si aspetta che questo garantisca giustizia e la possbilità di vivere una vita completa, nella quale rientra, ovviamente, anche il verde. A volte, tuttavia, lo Stato si rivela incapace di risolvere alcuni problemi ecologici: pensiamo ai reati ambientali, all’inquinamento, ai cittadini che tuttora vivono in zone ad alto rischio sismico/vulcanico/idrogeologico et cetera. Il cittadino è impotente di fronte a certi problemi, e perde fiducia nei confronti dello Stato che avrebbe gli strumenti per risolverli.                                                                      Faccio un esempio tratto dalla mia esperienza. A Bergamo, nella mia città, sono state fatte campagne di sensibilizzazione verso l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, che riducono notevolmente l’inquinamento atmosferico. Non metto in dubbio il vantaggio ecologico di tale comportamento, ma con un occhio più critico, si possono notare anche l’inefficienza delle tratte, la mancanza di coincidenze bus-tram-treno -fondamentali per noi pendolari!-, l’assenza completa del servizio dopo mezzanotte e mezza. Ogni anno vengono investiti milioni di euro in parcheggi che soddisfano in misura sempre minora la domanda. Molti ragazzi prenderebbero volentieri un bus per incontrare i propri amici in città alta, ma non possono farlo, perchè poi manca il bus che li riporterebbe a casa. Per questo motivo, ogni weekend, Bergamo centro è congestionata da macchine che vagano alla disperata ricerca di un parcheggio, ovviamente a pagamento. Basterebbe qualche bus in più per tratta per togliere dalla circolazione centinaia di auto con una sola persona a bordo, evitare incidenti causati dall’alcool, risparmiare carburante, ridurre l’inquinamento, rendere la città più acessibile. Si preferisce investire nel più conveniente settore automobilistico anziche nel trasporto pubblico, e se non possiedi una macchina, sei isolato.                                                 E’ anche per questo che i cittadini si rassegnano alla propria vita, poco verde perchè così voluta dallo Stato. Vendono i propri sogni di una vita bella e verde per “cavarsela”.    Questo pensiero egoistico, anche se ci fa arrivare al giorno dopo, ci priva innanzitutto del nostro senso civico, e in secondo luogo dell’amore che abbiamo verso noi stessi e gli altri. Qualche giorno fa, uscendo in bici, mio padre mi ha detto: “Perchè non prendi la macchina che è più comodo? Non salverai certo il mondo usando la bici.”.                                             Mio padre è l’esempio perfetto di ciò che non voglio diventare. Anche se sento tutti i giorni la mancanza dello Stato, anche se il mondo reale non è bello come il mondo che immagino, io non mi rassegno. Io voglio credere che l’ecologia sia la sommatoria di infiniti contributi infinitesimi, che si chiamano Marco, Matteo, Luca, Giovanni…

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