LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Oil painting. 1896. One of Waterhouse's more f...

Image via Wikipedia

Il nostro organismo è costituito per il 75% circa da acqua, senza la quale la morte giunge in pochi giorni. Perchè scrivo queste banalità? Per mostrare che l’acqua è non solo un bisogno, ma anche un diritto dell’uomo, così come il cibo, l’aria, la vita, la libertà et cetera. Recentemente la privatizzazione dell’acqua viene mostrata come una possibile soluzione del problema idrico del nostro paese.                                                                                                   In Italia infatti, lo spreco idrico medio è del 36%, con punte dell’ 80% in zone come la Sicilia. Questo è dovuto principalmente alla mancata manutenzione del sistema idrico, ad allacciamenti abusivi e a sistemi di irrigazione obsoleti e poco efficienti.                                     Vi sono circa 128 comuni italiani dove la concentrazione di Arsenico supera i limiti di legge, altre zone in cui il rifornimento d’acqua non è garantito, in questi casi è il cittadino stesso a sobbarcarsi ulteriori spese per un servizio che lo Stato dovrebbe garantire a tutti i contribuenti.                                                                                                                              Questo significa anche un aumento del consumo di bottiglie d’acqua, costose e poco ecologiche. L’italia è il Paese dell’UE con il più alto consumo di bottiglie d’acqua procapite, con una media di 198L d’acqua annuali pro-capite.   Purtroppo la privatizzazione dell’acqua, già avvenuta in molti comuni italiani, non sembra aver risolto questi problemi, anzi, li ha solo peggiorati. Il privato infatti, ha trasformato un diritto in un mercato: non ha avuto convenienza a garantire il servizio a tutti e a controllarne la qualità, il prezzo non è stato più controllato e monopolizzato, ma è mutato in base alla logica del mercato concorrenziale. Con questo non voglio dire che sono contro il settore privato. Voglio solo dire che il compito di garantire un diritto come quello dell’acqua non può spettare al privato ma solo allo Stato. Recentemente anche Parigi ha deciso di ritornare all’acqua pubblica, e il risultato si è visto immediatamente: riduzione del costo, maggiore efficienza, maggiori controlli.

Ho trovato questo video su Youtube: La Storia dell’Acqua in Bottiglia. Vorrei fare due osservazioni. Per diffondere la cultura del bere l’acqua del rubinetto occorre innanzitutto fare chiarezza sulla qualità dell’acqua degli acquedotti, visto anche quanto scritto sopra. In secondo luogo, è compito dello Stato garantire il diritto dell’acqua, impedendo che questa diventi un mercato estremamente distruttivo.

Per chi non esce di casa senza portarsi dietro l’acqua ecco questo link:                     riutilizzare le bottiglie di plastica dell’acqua è sicuro?

E’ in corso anche la petizione ICE “L’acqua è un diritto umano”, guardate il video “firma l’iniziativa dei cittadini europei per l’acqua pubblica” ed il sito acquapubblica.eu.

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Una risposta a LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

  1. Wild ha detto:

    Non è che mi stai passando dal lato giusto bellans?

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